Descrizione
Alta m 34, conserva ancora tracce visibili del suo carattere militare; stanze ampie, dalle spesse pareti, si aprono lungo una scala che nella parte terminale si restringe a chiocciola con strette feritoie sulle pareti; il cornicione aggettante è munito di merli, piombatoi e barbacani; dall’alto della torre è possibile avere la visuale completa del perimetro del castello, difficilmente individuabile dall’esterno. All’interno dell’atrio, a destra una breve scalinata conduce ad un piccolissimo appartamento, un antico posto di guardia la cui veranda a doppio arco affaccia sul sagrato della Chiesa Collegiata; a sinistra una stretta scala, addossata alla torre quadrata, conduce agli ambienti posti sull’ingresso del castello, con stanze che si affacciano sia sull’atrio che sul sagrato della Chiesa, con una veranda a triplice arco. Sempre nell’atrio, a ridosso della torre, un pozzo sormontato da colonne, dal quale, secondo la tradizione attingeva acqua l’intera città durante i periodi di siccità. Di fronte all’ingresso, una scalinata ed un portale cinquecenteschi conducono ad una delle parti residenziali: attraverso la Sala del Consiglio, un tempo solenne per le decorazioni della volta in legno, ormai irrimediabilmente danneggiata, si entra in un ampio vestibolo con volta decorata da pitture del ‘500; sul lato sinistro un lungo corridoio immette in stanze con caminetti monumentali in pietra.
Scene bibliche in stile rinascimentale sono dipinte sulla volta del primo di questi ambienti. Probabilmente nel corso del XIII secolo fu allargato il nucleo originario del castello, sino ad allora palazzo signorile, ma il castello assume la sua connotazione definitiva quando il feudo viene rilevato da Fabrizio Sanseverino. Costui fa acquisire al palazzo la dignità ducale edificando la torre quadrata e sistemando il cortile interno, i suoi successori gli appartamenti che si appoggiano alla parte preesistente. Di grande suggestione il Giardino, aperto al pubblico per la prima volta nell’ambito delle manifestazioni di "CegliEstate ‘98". Feudo dei Sanseverino e dei Sisto y Britto, dal 1862 il castello è proprietà della famiglia Verusio.